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Asafa Powell deludea ancora. Fra gli altri risultati della riunione, c’è da registrare un’altra sconfitta di Asafa Powell. Il giamaicano, reduce dalla deludente prova di New York (vedi post del 31 Maggio), si è migliorato, correndo i 100 m in 10″07, ma è stato nettamente sconfitto dallo statunitense Michael Rodgers (9″94 con 1.7 di vento a favore), che ha firmato la migliore prestazione mondiale dell’anno.

A Eugene (USA) lo statunitense Dwight Phillips, plana a 8.74 m nel salto in lungo, misura che nessuno raggiungeva dal 1994. Nessuno saltava così da 15 anni. Ce l’ha fatta Phillips nella 35° edizione del Prefontaine Classic di Eugene, ultima tappa americana del Grand Prix. Phillips ha battuto il campione olimpico Irving Saladino, che ha comunque realizzato un ottimo 8.63 m; con una straordinaria serie. Solo il primatista del mondo Mike Powell, Carl Lewis, Bob Beamon e Robert Emmiyan hanno fatto meglio.
Niente male per uno che solo un mese pensava di ritirarsi. 31 anni, campione olimpico ad Atene 2004 e due volte iridato (2003 e 2005), Phillips ha migliorato di 14 cm il suo vecchio personal best, antico di 5 anni. “A questo punto il mio obiettivo è il record del mondo – ha detto dopo la gara penso di esserne in grado. Con 1.2 di vento a favore, anzichè in faccia, oggi avremmo avuto il primato“. Frenato da numerosi infortuni, problemi alle ginocchia e una fastidiosa tallonite, negli ultimi anni la carriera dell’americano di Decatur, Georgia, sembrava essersi incanalata sui binari di un inevitabile ritiro, soprattutto dopo il quarto posto ai Trials del 2008, che gli avevano precluso la possibilità di difendere il titolo olimpico a Pechino. Lo sconforto lo ha portato a un passo dal ritiro, poi il padre lo ha convinto a concedersi un’ultima possibilità. Ora è la più grande speranza per una medaglia statunitense nel lungo ai Mondiali di Berlino.








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